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Articolo di Edoardo Caruso, studente presso la Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze.

L’Italia si risveglia. Poco a poco tutte le menzogne sugli immigrati sfruttatori e delinquenti vengono al pettine. Oggi il Governo ha finalmente discusso pubblicamente circa l’enorme problema agricolo che il Nostro Paese vive da anni, quello dei lavoratori irregolari. L’emergenza da coronavirus ha creato in questo settore un fenomeno che senza interventi concreti potrebbe addirittura provocare centinaia di morti.

Secondo fonti attendibili, ogni anno lavorano in Italia circa 220 mila persone irregolari nel solo settore agricolo, immigrati e non. Agrumi, pomodori e ortaggi di ogni genere, quelli che chiunque di noi mangia ogni giorno, sono raccolti almeno nel 40% dei casi da lavoratori a nero. Questo business ha fatto comodo a tanti: ai proprietari agricoli, alla grande distribuzione, alle mafie sul territorio e talvolta ai cittadini stessi che possono comprare questi generi alimentari a prezzi ridotti rispetto a tanti altri paesi europei, dove la percentuale di lavoratori a nero è assai minore.

In Italia, quando un problema non viene a galla esplicitamente, si fa finta che non esista; così siamo andati avanti per decenni con il caporalato e lo sfruttamento, conoscendone i rischi, ma lasciando convivere con esso intere filiere produttive.


Quest’anno, grazie al Covid-19 e a tutte le conseguenze di questa emergenza, le logiche dello sfruttamento capitalista dietro al settore agricolo stanno venendo alla luce.

Le decine di migliaia di immigrati irregolari non possono muoversi liberamente per andare al lavoro come prima, molti lavoratori stagionali non potranno venire in Italia a raccogliere arance e pomodori questa estate, la vendemmia non potrà essere fatta con lavoratori a nero come tutti gli altri anni. Il rischio che si corre è di lasciar senza lavoro migliaia di persone, indirizzandole plausibilmente verso la delinquenza per sopravvivere. Oltre a ciò, quello che più interessa al Governo è che il mercato alimentare subisca un grave contraccolpo a causa della scarsità di generi raccolti, che i prezzi crescano e che gli stessi cittadini abbiano problemi da questa situazione.

Per risolvere grandi problemi servono grandi azioni, e, stamattina, “La Repubblica” ne ha proposta una che sembra provenire dallo stesso esecutivo. Un vasto piano di regolarizzazione – assunzione di circa 200 mila lavoratori irregolari, tanti dei quali sono emigrati, molti altri sono italiani.

Per capire le dimensioni del piano, basti pensare a un’intera città come Padova, nella quale ad ogni cittadino viene concesso un contratto di lavoro e, se necessario, un permesso di soggiorno.

Tale riforma sarebbe un durissimo colpo per le mafie, che, ancora oggi, dominano il settore agricolo, favorirebbe l’integrazione di tantissime persone che aspettano da anni di essere regolarizzate e aiuterebbe anche demograficamente l’Italia a risollevarsi dal trend negativo di crescita. Oltre a ciò, sarebbe un modo per attuare una riforma sociale senza precedenti, che potrebbe giovare a tutti i settori, grazie alla redistribuzione economica dovuta all’aumento dei salari. Un contratto di lavoro regolare prevede, infatti, oltre ad uno stipendio più alto, una serie di garanzie che gioverebbero sia ai lavoratori, sia all’economia italiana in genere. Non sarebbe certo la soluzione universale ai problemi del settore, ma un grande passo positivo per restituire dignità a molti lavoratori.


L’Italia si è sempre rialzata dalle cadute della storia, e ogni volta ha fatto ciò con grandi cambiamenti che hanno innalzato il livello di benessere verso un apice ideale.

Ci siamo rialzati dalla Prima Guerra Mondiale con una coesione (anche territoriale) mai sentita prima dal popolo italiano, dalla “Grande Depressione” del ’29 con una politica keynesiana che ha permesso di statalizzare centinaia di grandi aziende e salvarle dal fallimento, dalla Seconda Guerra Mondiale con una Costituzione democratica ancora oggi vigente, chissà che questa volta non possa toccare ai più deboli ricevere un beneficio dal cambiamento.

 

Edoardo Caruso


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Giornalismo populista e dati distorti:

Come al solito, alcune testate non hanno perso motivo per fare propaganda. “Il Giornale” ha parlato di un piano di 600 mila regolarizzazioni previsto dal Governo. Si tratta, come al solito, di dati infondati e basati su fake news. Infatti, come riportato da “Il Sole 24 Ore” i migranti irregolari in Italia sono al massimo 490 mila. Da “Il Sole 24 Ore”: “Restando all’Italia, invece, troviamo cifre che oscillano da un minimo di 279mila a un massimo di 461mila. Tuttavia secondo stime più recenti della Fondazione ISMU e aggiornate a inizio 2017 gli stranieri senza un valido permesso di soggiorno sarebbero invece 491mila.”

 

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